Il Circolo d’Oro, il meglio e il peggio dell’Islanda
Il Circolo d’Oro, il meglio e il peggio dell’Islanda

Strokkur, ovvero l’ultimo geyser rimasto in Islanda (al momento!). Sicuramente la tappa piu’ famosa del Circolo D’oro

Una delle cose “brutte”, se così si possono definire, dell’aver viaggiato tanto sin da piccolo è quella di aver sviluppato una gigantesca “comfort zone”. In altre parole, è molto raro che mi capiti di trovarmi spaesato una volta arrivato in un paese nuovo, che mi salga quell’adrenalina che mi spinga a dire “ora cosa faccio?”. La considero una cosa brutta proprio perché è bello sentire quell’adrenalina nelle vene, quell’istinto primordiale che ti spinge a cercare una soluzione per zittire quella vocina che, nei meandri più primitivi del nostro cervello, è preoccupata di non riuscire a trovare cibo o un riparo per la notte.

L’Islanda per me è un caso estremo di comfort zone. Mi sento naturalmente connesso, vibro automaticamente alla stessa frequenza di Reykjavik dal primo secondo dopo aver messo piede su quell’isoletta remota. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per Edo. Il motivo mi è sconosciuto, ma forse ha a che fare proprio con la consapevolezza che là, tra vulcani, ghiacci e balene posso trovare un po’ di quell’adrenalina perduta e questo mi fa stare bene.

Il mio Triangolo delle Bermuda islandese: il Circolo d’Oro!

Purtroppo per me, vecchio corsaro che ha solcato mille mari, ho anche io il mio Triangolo delle Bermuda islandese, dove le frequenze saltano in toto come quando si entra in una galleria e la radio smette di trasmettere: il mio personalissimo Triangolo delle Bermuda nordico prende il nome di Circolo d’Oro. In un attimo di cabaret ho anche realizzato che mixando i due nomi esce un derby simpatico tra il Triangolo d’Oro (noioso e gia’ esistente in Asia) e il Circolo delle Bermuda (questo mi piace! :)).

Cabaret a parte, di cosa stiamo parlando? Il Circolo d’Oro è un trittico di attrazioni particolarmente vicine a Reykjavik che possono essere percorse a mo’ di anello con partenza e arrivo nella capitale praticamente in giornata, per un totale di 300 Km circa. Questo itinerario è ovviamente ideale per chi ha poco tempo o per chi comunque non ha intenzione di avventurarsi sulla Hringvegur, ovvero la strada che percorre l’intera circonferenza dell’isola. La cosa bella di questo giro, ed è probabilmente anche il motivo per cui attrae così tante persone, è il fatto che è praticamente una degustazione dell’Islanda, un po’ come quando andate in una birreria artigianale e vi danno il vassoio con tre bicchierini diversi.

Partiamo! Prima tappa: Þingvellir

Abbiamo infatti il parco di Þingvellir, vero luogo di culto per gli appassionati di geopolitica e geologia: il parco è infatti sede dell’Alþingi (parlamento in islandese), primo e più vecchio parlamento ancora esistente del mondo fondato nel 930 AC e dalla metà del 1800 trasferito poi a Reykjavik. Ma non solo, perché quello che rende questo posto unico è il fatto di essere posizionato esattamente a cavallo tra la placca tettonica eurasiatica e quella nord americana, quasi un’unicum mondiale per quanto riguarda le terre emerse. Camminare tra le due placche è davvero un viaggio affascinante che fa da perfetto preludio alla parte più vulcanica del paese di cui ho parlato qua.

Il Circolo d’Oro, il meglio e il peggio dell’Islanda

L’incredibile passeggiata tra le placche tettoniche

Il Circolo d’Oro, il meglio e il peggio dell’Islanda

Il parco e’ pieno di fessure tettoniche riempite d’acqua che formano laghetti dalle acque cristalline

Seconda tappa: Geysir

Dopo il parco si arriva a Geysir, un villaggetto la cui unica e principale attrazione sono dei campi termali famosi per…I geyser ovviamente, che proprio da qua hanno preso il loro nome! In realtà va detto di geyser attivi ne è rimasto solo uno al momento, chiamato Strokkur, che erutta ogni 7 minuti circa e che può arrivare fino a 30 metri. Il Grande Geyser, la vera superstar che arrivava fino a 120 metri, non è correntemente attivo, un po’ per dei terremoti che ne hanno cambiato la conformazione geologica e un po’ per i turisti che l’hanno sostanzialmente riempito di pietre per “convincerlo” ad eruttare. Insomma, per vedere il Grande Geyser in azione ci tocchera’ aspettare il prossimo terremoto!

Il Circolo d’Oro, il meglio e il peggio dell’Islanda

Le cascate di Gullfoss in tutta la loro disarmante bellezza

Terza tappa: Gullfoss

Dopo la tettonica delle placche e i geyser, il trittico del Circolo d’Oro si chiude con Gullfoss, che per quanto mi riguarda rimane la vera gemma delle tre e probabilmente sul podio delle cascate più belle d’Islanda. Le Cascate d’Oro, questa la traduzione del nome, sono composte da un doppio salto che termina poi in una gola piuttosto stretta. Guardandole dall’alto, sembra quasi che l’acqua a un certo punto sparisca per lasciare posto a una gigantesca nuvola di vapore che disegna giochi di luce pazzeschi. Le cascate si posso raggiungere da molteplici angoli, qua fate sempre attenzione alle rocce scivolose. Scarpe da trekking fortemente raccomandate se non obbligatorie.

La potenza dell’acqua e i decibel del rumore prodotto sono qualcosa che non dimenticherò mai e che aiutano a ristabilire le dimensioni e le relazioni di potere tra l’uomo e la natura. Personalmente, delle tre attrazioni che compongono il Circolo d’Oro questa è quella che ti segna di più e che merita più tempo perché le cascate sono davvero grosse e ognuna delle viste ti permette di immergerti in modo diverso e scoprire dettagli diversi sulle cascate. La grandezza del sito aiuta anche a disperdere la massa di turisti, il che non fa mai male.

Consigli per evitare le orde di turisti

Già, i turisti. Il Circolo d’Oro straborda di turisti. Pullman e pullman di turisti che vanno su e giù tra le placche tettoniche, che circondano il geyser come se fosse un leone al circo e che si attaccano alle balaustre alle cascate. Ovviamente non sono contro i turisti di per sé, ma sono contro a questi ordini di grandezza che inevitabilmente alzano la probabilità di trovare persone con comportamenti non consoni al posto in cui ci si trova e che inevitabilmente smorzano l’entusiasmo e la voglia di scoperta di un luogo che per definizione è sinonimo di natura selvaggia.

Come fare dunque per migliorare la qualità della visita alle attrazioni del Circolo d’Oro? La risposta può sembrare banale, ma se stiamo parlando di Islanda in estate, per esempio, non lo è: partenze a orari intelligenti. Essendoci luce praticamente per 24 ore al giorno, purtroppo il mio consiglio è quello di fare una levataccia al mattino prima che arrivino i pullman oppure l’opposto e cominciare il giro nel pomeriggio tardi arrivando nei vari posti mentre i turisti stanno andando via. Per esempio, una “cena/colazione al sacco” a Geysir sarebbe un ottimo modo di spezzare il tour, senza contare che vedere le cascate al tramonto o all’alba islandese darebbe un ulteriore tocco di poesia al giro.

Se potete scegliere il periodo in cui andare ovviamente proverei ad andare in una delle stagioni meno frequentate, anche se il tipo di giro è studiato apposta per essere percorribile in qualsiasi condizione rendendo il turismo più o meno un flusso costante.

Insomma, avrete capito perché le mie frequenze saltano non appena sento parlare di Circolo d’Oro. Tuttavia, credo che una levataccia o una lunga notte col Sole di mezzanotte possano ristabilire le giuste vibrazioni in quelle che per me sono alcune delle attrazioni più belle e più uniche dell’Islanda. Provare per credere!

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