Ulrike Raiser

Dopo qualche settimana di assenza, rieccoci con una nuova puntata dei Dialoghi Boreali! Non vi siete dimenticati delle puntate precedenti vero?? Nel caso qualcuno di voi abbia la memoria corta ve le linko qua! Nella veste grafica nuova di SafariBoreali si leggono ancora meglio! In questa rubrica stiamo toccando il tema aurora da molti angoli diversi, e tutti fino ad ora hanno rivelato risvolti interessanti! E con tutta sicurezza vi dico che questo trend non si fermera’ certo oggi! Infatti ho il grande onore di avere con me non solo una viaggiatrice seriale, non solo una maestra ma addirittura anche una scrittrice! Ovviamente sto parlando di Ulrike Raiser, che ringrazio molto per la partecipazione!

Non perdiamo altro tempo in chiacchiere dunque e lasciamole la parola! So che il suo blog personale non e’ ancora pronto, ma sicuramente se vorrete saperne di piu’ su di lei e le sue esperienze dopo aver letto questa intervista vi invito a leggere i suoi due libri!

Quindi, safaristi, vi lascio con Ulrike Raiser! Buona lettura!

Ulrike Raiser

Edo: Ciao Ulrike, benvenuta su SafariBoreali! Prima di cominciare con le domande “intense”, ci racconteresti un po’ di te e del tuo concetto di viaggiare? Ho visto che hai scritto dei libri di viaggio e stai per aprire un blog, che obiettivi ti poni?

Ulrike Raiser: Ciao a tutti! Mi chiamo Ulrike e, nonostante il mio nome faccia sempre pensare ad una alta teutonica donna bionda con occhi azzurri…bhé, non lo sono affatto! Sono piemontese di origine ma sono stata poi comasca di adozione e adesso vivo in Veneto, dove lavoro come insegnante di lettere..quando non sono in giro per il mondo, ovviamente! Il viaggio è una componente fondamentale della mia vita da ormai molti anni. Viaggiare per me significa liberarmi da tutte le mie zavorre quotidiane e andare verso la libertà, scoprirmi più leggera e imparare a superare i miei limiti. Prediligo i viaggi in mezzo alla natura e agli animali e amo molto i trekking in montagna. L’altra mia grande passione è la scrittura; dopo aver scritto tanto per lavoro (negli anni in cui ho collaborato con una casa editrice) ho deciso di iniziare a raccontare i miei viaggi. Sono nati così i miei due libri di viaggio, “Sola in Alaska”, sul mio viaggio tra Canada e Alaska, e “Deviazioni”, in cui racconto alcuni viaggi in località al di fuori delle mete turistiche più gettonate.
Per quanto riguarda il blog, è da molto tempo che ho in mente di farne uno ma sono sempre stata un po’ restia a concretizzare questa idea, soprattutto perché ce ne sono già tantissimi. Durante il mio viaggio in Islanda, però, ho cercato delle informazioni per un trekking particolare nei fiordi occidentali e non ho trovato nessun blogger che potesse essermi d’aiuto; questo mi ha fatto capire che, per fortuna, c’è ancora spazio per dire qualcosa di nuovo. Ho quindi deciso di mettermi  a lavorare in modo che la mia fantasia del blog possa diventare presto realtà! Per ora devo ancora chiarirmi le idee e, soprattutto, ho molto da imparare a livello tecnico, ma quando penso ad un blog penso ad uno strumento che possa essere utile per i lettori e anche divertente per me!

SafariBoreali e’ un blog che tratta di paesi e viaggi artici ma che soprattutto parla di aurora: mi dicevi che non hai ancora avuto modo di vederla, e’ qualcosa che hai nella tua bucket list o vorresti prima fare altre esperienze? Qual e’ il tuo rapporto con il freddo?

Ulrike: Non ho ancora avuto l’occasione di vedere l’aurora boreale, purtroppo, ma è inserita nella mia top ten della lista viaggi e credo che ci andrò presto perché è da parecchio tempo che ci penso, dev’essere uno spettacolo meraviglioso!
Per quanto riguarda il freddo, bhè, lo patisco abbastanza, però ha il suo fascino. Negli ultimi anni, in estate ho sempre fatto viaggi in posti freddi o comunque nell’emisfero australe, dove era inverno. Viaggiando in maniera spartana, a volte ho in effetti patito il freddo (ad esempio nei salares boliviani o in Tibet ; anche alcuni notti in tenda in Islanda sono state gelide), ma pur di vedere il mondo sono disposta a tutto! E poi basta avere un abbigliamento adeguato e si sopporta tutto senza troppi problemi! Il mio sogno più grande, in effetti, rimane l’Antartide!
Ulrike Raiser

Parlando, hai menzionato di avere all’attivo due libri di viaggio. Premesso che non ho avuto modo di leggerli e che anzi mi piacerebbe molto, “Deviazioni” mi sembra quasi piu’ un libro di “filosofia del viaggio” che va ben oltre la semplice narrazione e le descrizione di persone e/o paesaggi. Potresti parlarmi della genesi di questo libro? L’angolo “filosofico” e’ qualcosa che realizzi durante il viaggio o e’ piu’ frutto di una riflessione una volta tornata a casa?

“Deviazioni” è sicuramente un libro molto diverso da “Sola in Alaska” e devo ammettere che mi rappresenta anche molto di più. Il libro, infatti, non è solo un racconto di viaggio, anzi, di viaggi, ma è un insieme di riflessioni per me molto importanti. Riflessioni sulle deviazioni che il destino ci fa compiere rispetto alla strada classica della vita che per molti rimane l’unica possibile e giusta, innanzitutto, e poi riflessioni che sono nate dalle storie legate ai posti che ho visitato, ad esempio sul genocidio dei Ruanda, sulla condizione delle vedove di Vrindavan, sulla condizione degli orsi della luna in Borneo…e tante altre. Tengo molto anche al discorso sul senso del viaggiare e sui viaggiatori; non dobbiamo dimenticarci che non tutti possono viaggiare per scelta e per piacere, dato che molti sono oggi costretti a farlo per necessità. Il potere del passaporto condiziona molto le nostre possibilità di movimento e credo che sia molto importante concedere rispetto ad ogni tipo di spostamento, volontario o obbligato.
In generale io scrivo mentre viaggio, perché la scrittura mi aiuta a mettere a fuoco meglio quello che vedo e le storie che ascolto. Una volta tornata a casa non mi resta che sistemare i miei appunti e il più è fatto!

Islanda, come non toccare il capitolo Islanda! Sei appena tornata da un’incredibile esperienza in Islanda, terra che secondo me non ha eguali per quanto riguarda sensazioni ed emozioni generate. Come dicevo in un post sul blog, l’Islanda e’ quel posto dove si sente il pianeta vivere e respirare. Che idea te ne sei fatta? Come hai vissuto l’unicita’ di quella terra? Non so te, ma fossi io scrittore credo dedicherei all’isola un’intera serie di libri!

Ho passato tutto il mese di luglio in Islanda; ogni giorno è stato meraviglioso! L’Islanda è davvero unica, è uno dei posti dove si percepisce il respiro della terra e si può sentire tutta la sua fragilità. Ho trovato una natura sorprendente e maestosa, ancora capace  di sovrastare l’uomo (mentre spesso accade il contrario ed è l’uomo a dominare la natura). Percorrere i 55 km del trekking di Laugavegur è stato come camminare in un acquerello e passare dei giorni nell’Hornstrandir in compagnia delle volpi artiche e di pochissimi umani è stato magico.
Ovviamente in questo viaggio ho scritto moltissimo, perché se già l’Alaska aveva ispirato la mia penna posso dire che l’Islanda l’ha fatto ancora di più, quindi credo proprio che ne uscirà presto qualcosa!
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