Cosa fare a Vancouver, la città bipolare: scopriamola!
Cosa fare a Vancouver, la città bipolare: scopriamola!

Il tramonto dietro i grattacieli di Vancouver

 

Adoro le città bipolari. Adoro quelle città che hanno due o più facce distinte, quelle che dopo 5 fermate di metro sembra di essere in un paese diverso, quelle in cui ti chiedi come realtà così diverse possano coesistere. Mi vengono in mente tanti esempi: Berlino, con l’eterna lotta tra i grattacieli di vetro e acciaio di Postdamer Platz e l’antenna della tv e gli spazi giganteschi che sanno ancora di carbone di Alexander Platz. Oppure Glasgow, con il dualismo storico tra la zona cattolica e quella protestante che permea nella società arrivando con la storica rivalità calcistica tra Celtic e Rangers alla sua massima espressione (se volete leggere qualcosa sulla Scozia, qua il mio post su Edimburgo).

Un po’ più inaspettato è invece il bipolarismo di Vancouver, principale città della British Columbia e una delle maggiori metropoli canadesi. Situata su una penisola affacciata sull’Oceano Pacifico, Vancouver conta circa 600 mila abitanti e ha il privilegio di posizionarsi costantemente tra le prime 10 città al mondo per la qualità della vita. Motivi? Principalmente bassa disoccupazione, clima mite e posizione perfetta a cavallo tra mare e montagne.

Cosa fare a Vancouver, la città bipolare: scopriamola!

Idrovolanti nella baia di Vancouver

 

Un po’ di storia!

Arrivando a Vancouver passando per il grazioso aeroporto in legno, una delle prime cose che noterete sono i cartelli in cinese. Cartelli in aeroporto, cartelli stradali, insegne, tutto in cinese quasi come fosse una vera e propria seconda lingua. L’immigrazione cinese, composta sia da “working class” che da facoltosi businessmen, è cominciata sostanzialmente nella seconda metà degli anni ‘90. Ed è proprio lei sostanzialmente la responsabile di quella bipolarità che tanto stupisce. Fino ad allora infatti, Vancouver basava il proprio sostentamento su turismo e pesca, con la maggior parte della popolazione che abitava il lato della penisola rivolto verso l’oceano.

Negli ultimi anni del millennio la svolta, con multimilionari provenienti per la maggior parte da Hong Kong. Loro infatti hanno cominciato a edificare grattacieli a velocità incredibile sull’altra parte della penisola, quella rivolta verso la baia e le montagne. Ne sono sorti talmente tanti da rendere Vancouver una delle città con più alto numero di grattacieli al mondo e da trasformarla spesso nella “controfigura” di New York nelle produzioni cinematografiche hollywoodiane.

Una citta’ quasi divisa in due

Ecco quindi il bipolarismo, che ha come riferimento principale la famosa George Street. Da una parte, schiere di grattacieli alti decine di piani che si affacciano sulla baia. Dall’altra, bassi edifici stile anni ’70 ormai un po’ trasandati che si affacciano sull’oceano aperto come ad aspettare un salvatore che venisse a prenderli e li riportasse all’antico splendore. Da una parte, massima espressione del capitalismo nordamericano con bar, discoteche, rooftops e ristoranti stellati. Dall’altra, piccoli negozietti gestiti da locali (prettamente cinesi) che faticano a sbarcare il lunario. Ogni volta che si attraversa quella fatidica strada, bisogna resettare il proprio cervello e lo trovo incredibilmente stimolante.

Cosa fare a Vancouver, la città bipolare: scopriamola!

La parte anni ’70 di Vancouver

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Lo Skyline di Vancouver moderna

Da un punto di vista prettamente turistico, potete provare sulla vostra pelle questi contrasti anche nel quartiere di Gastown, vecchio quartiere operaio ora trasformato in un’area pedonale molto radical chic piena di localini e birrifici artigianali, e l’isola di Greenville, con un mercato coperto che decisamente appartiene alla metà anni ’70 della città (ideale per un pranzo a base di pesce).

Per completare la visita, vi consiglio una passeggiata lungo Canada Place, punto nevralgico delle Olimpiadi Invernali del 2010, e Stanley Park, fantastico parco cittadino che copre l’estremità della penisola su cui sorge la città. Mi raccomando di non dimenticare mai ombrello e impermeabile: il clima è sì mite tutto l’anno, ma è anche terribilmente variabile con frequenti piogge.

Whistler e dintorni

Se siete amanti dello sci e avete voglia di visitare Vancouver nel periodo invernale non potete non programmare qualche giorno a Whistler, rinomato resort sciistico a un paio d’ore dalla città e raggiungibile in auto con la Sea to Sky Highway, assolutamente sul podio delle autostrade più belle che abbia mai visto. Whistler stessa è stata completamente rinnovata per i Giochi Olimpici e oggi unisce il fascino della montagna con le comodità tipiche della cultura nordamericana. Raccomando The High Mountain Brewing Company per il classico burger e birra del dopo sci in un ambiente accogliente con molti trenini elettrici che vi girano sopra la testa.  Per gli sciatori, non fatevi mancare l’ovovia Peak2Peak che da Whistler vi porta a Blackcomb e viceversa. Siccome l’ovovia collega le due vette, sarete letteralmente sospesi nel vuoto per un’esperienza da brivido indimenticabile.

Verdetto: Vancouver promossa!

Vancouver è una di quelle città che si visitano per le vibrazioni che trasmettono più che per un determinato monumento o museo da visitare. Personalmente, oltre al bipolarismo, l’ho apprezzata molto perché anello di congiunzione tra le metropoli e le regioni artiche, tra i grattacieli e le foreste sconfinate. Da un punto di vista logistico, per trarre il massimo dal luogo credo che la strategia migliore sia quella di organizzare un road trip di una settimana in British Columbia con una capatina in Alberta, in modo da avere tempo di guidare, esplorare e respirare l’aria del Canada fino in fondo. Senza dimenticate lo sciroppo d’acero, mi raccomando!

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