L’aurora esiste anche al polo sud?

Appena finito di scrivere questo articolo, mi sono accorto che ci ho infilato dentro anche una bella dose di linguistica! Ah, non pensavo servisse la linguistica per rispondere alla domanda “ma l’aurora esiste anche al polo sud?”!

L’aurora esiste anche al polo sud?

Lo SWPC mantiene il forecast attivo per entrambi gli emisferi, come si vede da questa modellizzazione. Fonte: SWPC

Vivendo all’estero e lavorando in una multinazionale, da molti anni sono giornalmente esposto a una grande varietà di lingue. Questo è musica per le mie orecchie (sia in senso letterale che figurato): trovo infatti da sempre affascinante il legame tra le lingue e le persone che le parlano, e credo che le parole rappresentino una sorta di specchio magico che ci permette di vedere la cultura sottostante di un popolo.

Le lingue come specchio dei popoli

Esempio? Prendiamo il tedesco e l’italiano. Mentre la prima ha mantenuto la sua struttura “a declinazioni” per definizione rigida, complessa e quasi robotica nella sua composizione, la seconda ha deciso di abbandonarla nel corso del tempo. Questo fatto ha reso l’italiano una lingua più semplice, forse meno corretta, ma maggiormente in grado di connettere gli uomini. Allo stesso modo, mentre il tedesco odierno fa ampio uso di prefissi per descrivere variazioni di una data parola, e anche questo è un processo molto meccanico e preciso, spesso in italiano preferiamo creare una nuova parola dal nulla, usando quindi un processo molto più fluido e creativo. Ditemi se questo non rispecchia perfettamente il diverso approccio alla vita in generale del popolo tedesco e quello italiano!

L’aurora all’esame linguistico: inglese vs italiano

Ma torniamo al punto del post: le lingue e l’aurora. Se compariamo il nome che le aurore prendono in inglese e italiano, abbiamo “aurore polari” in italiano contro “polar lights” in inglese. Stessa roba, sostanzialmente. Diventa più interessante quando localizziamo le aurore: in Italiano abbiamo “aurora boreale” contro “northern lights”. Sulla carta, il significato è lo stesso, con il termine boreale che viene da Borea, dio greco del vento del nord. Quella che non è così immediata è la linea di pensiero che porta a una domanda interessante che pochi fanno quando leggono il nome in Italiano: ma l’aurora c’è anche al sud? In inglese, proprio perché c’è quel northern in bella vista, è una domanda che mi viene fatta molto più spesso.

La risposta è sì, l’aurora polare c’è anche al sud e prende il nome di aurora australe, derivante dal vengo greco Ostro che spirava appunto da quella direzione. Purtroppo per lei però, delle due è la sorella difficile da approcciare per svariati motivi. Parliamone.

L’aurora australe, la sorella timida dell’aurora boreale

Prima di tutto, non c’è un motivo scientifico/ottico per ritenere l’aurora australe diversa da quella boreale: possiamo dire che il vento solare colpisce la terra uniformemente dal polo nord a quello sud, quindi l’aurora australe sulla carta è esattamente lo specchio di quella boreale.  Ho volutamente detto “sulla carta” perché l’asse terrestre in realtà non è perpendicolare all’eclittica ma piegato di 23°, e quindi il vento solare colpirà i poli in maniera diversa. Questo è il motivo per cui, se voi foste in grado di vedere l’aurora boreale e australe allo stesso tempo, vedreste dei movimenti diversi all’interno di osservazioni simili.

Un altro motivo per cui l’aurora australe è difficile da vedere va trovato nella sostanziale mancanza di terre emerse/insediamenti umani nell’ovale aurorale australe. Mentre l’Artico è tutto sommato fortemente popolato e, grazie alle condizioni climatiche, presenta delle regioni con temperature piacevoli nonostante la latitudine, l’Antartide è una lastra infinita di ghiaccio con le temperature più basse registrate sul pianeta, dove l’unico insediamento stabile è una base scientifica condivisa tra i vari stati e accessibile a noi poveri cittadini “normali” solo su base eccezionale.

L’aurora esiste anche al polo sud?

Il mappamondo con i due circoli polari tracciati, dove risulta evidente la mancanza di terre emerse sotto al circolo polare antartico – Fonte: Thesevenseas

L’unica opzione percorribile per vedere l’aurora australe è quella di andare in Nuova Zelanda/Tasmania o Patagonia meridionale (quindi Ushuaia sostanzialmente). Anche li’ comunque bisognerebbe sperare in un miracolo, visto che solo una tempesta magnetica potrebbe far arrivare l’aurora australe fino a quelle latitudini.  Di sicuro renderebbe un viaggio in qui posti, già incredibili per conto loro, un’esperienza da tenere nella memoria per il resto delle vostre vite.

Quindi, per concludere come se fosse un quiz in tv, la risposta alla domanda “l’aurora esiste anche al polo sud?” è si’, assolutamente!

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