L'aurora più forte mai registrata - Indovinate dove arrivò!

In che anno fu scoperta l’America? Quando è finita la Seconda Guerra Mondiale? Cosa successe l’11 settembre? E tra qualche anno, qual è stato l’anno del coronavirus? Scommetto che a tutte queste domande abbiate risposto quasi istantaneamente. Ci sono delle date che rimangono scolpite in maniera indelebile nella nostra memoria. Alcune perché strettamente personali (data di nascita), altre perché parte della cultura di un popolo (l’unità d’Italia nel 1861, per esempio) o altre per motivi lavorativi o interessi personali. Se siete amanti dell’astrofisica e delle aurore boreali, una delle date appartenenti a quest’ultima categoria è quella del 1859. E più precisamente, una manciata di giorni a cavallo tra il 28 agosto e il 2 settembre 1859: i giorni dell’aurora più forte mai registrata.

La scoperta di Richard Carrington

Siamo in Inghilterra infatti, e intorno alle 11 del mattino un astronomo amatoriale di nome Richard Carrington stava osservando delle grandi macchie solari sul Sole quando, all’improvviso, queste si accesero di una luce talmente abbagliante da risultare più brillanti del Sole stesso. Sorpreso da questo evento e consapevole di essere testimone di qualcosa di incredibile e sconosciuto, Carrington corse a cercare testimoni. Purtroppo, al suo ritorno la luce era svanita. Quella settimana, già eccitante per via dell’eccezionale attività solare che aveva portato proprio Carrington (parallelamente a un altro astronomo, Richard Hodgson) a registrare la prima osservazione “in diretta” di un brillamento solare, sembrava poter finire col botto e invece no, tutto finito in un attimo.

In realtà, Carrington aveva appena assistito alla Coronal Mass Ejection (CME) che aveva dato inizio della tempesta solare più forte mai registrata sul pianeta Terra. 18 ore dopo circa (per darvi un’idea della potenza, il vento solare provocato da un CME normale impiega circa 24 ore ad arrivare sulla terra) infatti, aurore di colore mai visti apparvero in zone che mai prima avevano avuto l’opportunità di vedere questo fenomeno ottico da vicino: ci sono resoconti di osservazioni a Cuba e in Messico, ma anche in Colombia. Proprio da questo evento tra l’altro Carrington cominciò a ipotizzare la correlazione tra brillamenti solari e l’apparizione dell’aurora.

L’aurora boreale a Roma e in Messico

In Italia, l’aurora in quei giorni giunse fino a Roma con tale vigore da spingere Angelo Secchi (Padre Gesuita, astronomo e allora direttore dell’Osservatorio Romano) a narrarne i colori e gli archi sulle pagine de La Civiltà Cattolica (riportate qui sotto)

L'aurora più forte mai registrata - Indovinate dove arrivò!

Il resoconto di Angelo Secchi. Fonte: La Civiltà Cattolica, Anno decimo, vol. III della serie quarta, Roma, 1859, pp. pp. 732-733

Ci sono poi resoconti incredibili di quelle notti da diverse parti del mondo, da minatori che hanno cominciato a fare colazione pensando che fosse già mattina a altri che sono rimasti semplicemente ammutoliti con il naso all’insù. Anche i telegrafi, funzionanti a corrente, rimasero ammutoliti per via dell’intensa della tempesta magnetica che mandò l’intero mondo in tilt. Quelli che riuscirono a staccare in tempo le batterie dai telegrafi per evitare il sovraccarico di tensione furono in grado di continuare a lavorare semplicemente sfruttando la tensione presente nell’aria.

Le conseguenze di un altro Evento di Carrington nel 2020

Cosa succederebbe se un altro Evento di Carrington (così vennero chiamati quei giorni incredibili) colpisse la Terra al giorno d’oggi? Prima di tutto la cronaca: eravamo in realtà molto vicini a scoprirlo di persona nel 2012, quando un CME paragonabile a quello di Carrington mancò la terra di poche ore! A parte questo quasi-evento, dai maggiori brillamenti solari (lontani comunque dalla potenza dell’Evento di Carrington) che hanno impattato la terra di recente sappiamo che hanno provocato guasti importanti alle reti elettriche di Canada e Svezia, lasciando i paesi al buio e senza corrente per svariate ore.

L'aurora più forte mai registrata - Indovinate dove arrivò!

Il brillamento solare del 28 ottobre 2003, chiamato “brillamento di Halloween”. Fonte: SWPC

Non è quindi esagerato dire che, nel caso di un nuovo Evento di Carrington nel 2020, avremmo probabilmente un black out forse non mondiale ma sicuramente molto esteso che arriverebbe fino agli Stati Uniti e all’Europa continentale, creando diversi trilioni di $ di danni e giorni, se non settimane, di buio totale senza borse, televisioni e telefonia. Un ritorno alle origini se l’aurora più forte mai registrata si ripetesse al giorno d’oggi!
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